Restart! Recupera e riabita: ripartiamo dalle risorse naturali e i borghi dell’Appennino

sfondoE’ possibile immaginare un nuovo modello di sviluppo per l’Appennino meridionale alternativo alla speculazione energetica? Sono compatibili agricoltura e turismo sostenibile con esplorazioni petrolifere, captazione senza controllo delle sorgenti, mancata tutela dei bacini idrici, eolico selvaggio? Il 10 Aprile alle 10.30, in Aula A, presso l’Università Suor Orsola Benincasa, nell’ambito delle attività didattiche del corso di Sociologia generale e controllo sociale, sarà presentato “Restart! Recupera e Riabita: ripartiamo dalle risorse naturali e i borghi dell’Appennino meridionale”. Il percorso è un ampliamento dell’idea-progetto Festival del Gusto dell’Appennino, sviluppata insieme agli studenti del Laboratorio di Marketing ecologico di Scienze della Comunicazione nel primo semestre, promossa dal Forum ambientale dell’Appennino in rete con Irpinia Turismo, Piccoli Paesi, L’Albero Vagabondo e in sinergia con la Franco Dragone SPA.

Foto Gallery borghi e panorami Appennino irpino

L’incontro sarà introdotto da Antonello Petrillo, direttore Unità di Ricerca sulle Topografie sociali dell’Università Suor Orsola Benincasa e coordinato da Virginiano Spiniello, docente del Laboratorio di Marketing ecologico del Suor Orsola, che presenterà l’idea-progetto “Biodistretto dei Picentini”. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia presso la Federico II di Napoli e Sabino Aquino, geologo, Dirigente Alto Calore, interverranno sulla “Tutela delle risorse idriche dei Monti Picentini e il caso della Piana del Dragone” mentre Dario Bavaro, Direzione Attività Culturali del Comune di Cairano, Angelo Verderosa, Forum Ambientale dell’Appennino e Piccoli Paesi, Agostino Della Gatta, Direzione Irpinia Turismo e Albergo Diffuso Borgo di Castelvetere, relazioneranno sul tema “Recuperare e riabitare i borghi dell’Appennino”. L’evento si concluderà in compagnia del gruppo folk altirpino Makardìa guidato da Filomena D’Andrea e con la presentazione di “Pietro il Petroliere” e le loro canzoni sulle terre dell’osso, l’assalto alle risorse naturali delle aree interne e le nuove e vecchie emigrazioni. Sarà proiettato il numero zero del progetto Good news del regista Stefano Scialotti realizzato dagli studenti dell’unisob per il Padiglione Italia di Expò 2015.

Il progetto è un percorso itinerante di analisi, tutela ambientale e valorizzazione territoriale che inizia il 30 maggio a Volturara, nella Piana del Dragone, il principale bacino idrico del mezzogiorno – dodici comuni distribuiti su oltre 60 kmq -, area di ricarica delle sorgenti dei Monti Picentini che riforniscono d’acqua potabile oltre 5 milioni di meridionali in Campania e Puglia, quasi il 10% della popolazione italiana. Qui i tecnici identificheranno i centri di pericolo e le soluzioni per la messa in sicurezza delle sorgenti rilanciando il valore strategico ambientale dell’area, meritevole del riconoscimento area MAB Unesco. Il 31 maggio nel Borgo medievale di Castelvetere Alessandro Iacuelli, autore de Le vie infinite dei rifiuti e Andrea Piermarocchi, dello studio abruzzese dell’avvocato ambientalista Enzo di Salvatore, identificheranno possibili soluzioni alla questione degli sversamenti abusivi di rifiuti in montagna e, nell’ottica di abbinare criticità a proposte, saranno illustrate le business idea per il Biodistretto dei Picentini. L’1 giugno sarà la volta delle associazioni e comitati di base con un workshop a loro dedicato sui rudimenti della comunicazione ambientale e lo Speaker’s Corner in cui tutti potranno iscriversi a parlare e, proseguendo l’esperienza di “Giù le mani dalla terra, dall’acqua, dall’aria”, identificheranno le criticità ambientali dei singoli territori, di chi non ha voce, per invertire la rotta di una feroce speculazione energetica e aggressione alle risorse naturali delle aree interne. Il 20, 21 e 22 giugno, durante il solstizio d’estate, il format si ripete e amplia a Cairano, con la sua rupe sul lago di Conza.

Restart! Ripartiamo dalle risorse naturali per invertire lo spopolamento dei borghi dell’Appennino causato dalla drastica riduzione di servizi essenziali come tribunali, ospedali, scuole, uffici postali e da una mancanza di visione strategica per le risorse territoriali delle aree interne.

Pietro il Petroliere

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