Protocollo d’intesa per l’attuazione del “Contratto di Fiume del Calore”

Il contratto di Fiume – Sintesi

Secondo la definizione data dal 2º World Water Forum, il Contratto di Fiume permette “di adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale” e ciò rappresenta un incredibile passo avanti per la gestione delle ricchezze naturali irpine e sannite, emulando il modello già introdotto in molte Regioni d’Italia, come Lombardia, Piemonte e Veneto e contribuendo alla creazione di forme di partecipazione e sinergia tra enti, associazioni e cittadini per la gestione sostenibile delle risorse idriche a livello di bacino idrografico.

Proponenti: Comitato Tutela Fiume Calore, WWF Sannio, in collaborazione con Forum Ambientale

LETTERA DI INTENTI
presentata in occasione dell’evento del 12 gennaio a Taurasi

PREMESSO CHE

la Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque (G.U. UE n. L 327 del 22/12/2000), fissa per l’anno 2015 il raggiungimento di un obiettivo di Buono stato di qualità ambientale per tutti i corpi idrici della comunità attraverso l’integrazione tra le necessità antropiche, il mantenimento degli ecosistemi acquatici ed un rischio idraulico accettabile. L’aggettivo “buono” indica, in questo contesto, il secondo livello di una scala gerarchica suddivisa in cinque classi di qualità ambientale che vanno dall’ottimo al pessimo;

la stessa Direttiva individua quella del “bacino idrografico” come corretta unità di riferimento per il governo delle acque e all’art. 14 attribuisce alle amministrazioni il compito di coinvolgere i cittadini nella pianificazione e gestione della tutela delle risorse idriche;

la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento e l’attuazione del risanamento dei corpi idrici inquinati sono tra gli obiettivi che si pone il D.Lgs. 152/2006 nell’ambito delle finalità della tutela delle acque superficiali e sotterranee, in parziale recepimento della suddetta direttiva;

entrambe le norme sopracitate sottolineano la necessità di ricorrere a sistemi di gestione integratadelle acque le cui politiche di governo e di controllo vanno affiancate alle altre politiche ambientali e di gestione del territorio al fine del perseguimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici entro il 2015;

il documento del 2° Forum Mondiale dell’Acqua (2000) prevede i “Contratti di fiume” quali strumenti che permettono di “adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengano in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci”;

il Contratto di Fiume (e di Lago) è espressamente previsto dal Piano di Tutela delle Acque (PTA) della Regione Campania, adottato con D.G.R. n. 1220/2007, quando si fa esplicito riferimento alla “Adozione di forme di pianificazione e programmazione concertata per la tutela integrata delle risorse acque – suolo – ambiente”

La Regione Campania ha recentemente rafforzato la valenza istituzionale del Contratto di Fiume (e di Lago) con al delibera regionale n° 452 del 22/10/2013 dove è scritto:

[omissis]

DELIBERA

per le motivazioni espresse in narrativa e che qui di seguito si intendono integralmente riportate e trascritte:

  1. di riconoscere e promuovere i cd. “contratti di fiume e di lago” quali forme di programmazione negoziata e partecipata ai fini della riqualificazione ambientale dei bacini idrografici della Regione Campania;
  2. di condividere i principi ed i contenuti della “Carta Nazionale dei contratti di fiume”, allegata alla presente delibera e che ne costituisce parte integrante e di impegnarsi a diffonderla sul territorio regionale;
  3. di dover porre in essere un’attività di sensibilizzazione e promozione, coinvolgendo enti territoriali, associazioni di categoria e tutti gli altri soggetti presenti sul territorio al fine di implementare l’utilizzo dello strumento dei contratti di fiume e di lago.

 PRESO ATTO CHE

lo stato di salute del fiume Calore sia dal punto di vista ambientale che strettamente idrologico diventa sempre più critico;

il bacino del fiume Calore è caratterizzato da una molteplicità di ambienti naturali e zone di pregio ambientale, tali da istituire numerosi SIC (siti di interesse comunitario) e “Corridoi fluviali”, e al contempo rappresenta l’esemplificazione delle diverse criticità, anche rilevanti, che possono essere presenti in un territorio fluviale;

tali criticità del corpo idrico possono essere così elencate: modificazione della morfologia fluviale, siccità prolungata dell’alveo, inquinamento di origine civile ed industriale;

per affrontare tali problematiche relative al bacino idrografico del Fiume Calore si rende necessario avviare un percorso di concertazione con la volontà di perseguire obiettivi comuni di sviluppo, tutela e riqualificazione del territorio partendo dall’elemento acqua e fiume che porti alla individuazione prima e alla risoluzione poi delle criticità ed alla promozione delle potenzialità del territorio;

 RITENUTO

 che tutti gli enti locali assieme ai soggetti pubblici e privati della valle del Calore non possono più derogare nel non intraprendere azioni ed iniziative mirate al suo risanamento e riqualificazione;

che un valido strumento in tal senso è appunto il contratto di fiume essendo esso un processo partecipato e riconoscendo in esso un mezzo adatto al governo e alla riqualificazione del territorio secondo i criteri di sostenibilità ambientale;

di sottoscrivere tale dichiarazione di intenti quale atto di inizio al processo partecipato, attraverso il quale giungere alla definizione di azione atte alla risoluzione delle criticità del territorio che saranno evidenziate durante il percorso del Contratto di fiume;

 TUTTO CIÒ PREMESSO

I soggetti firmatari del presente documento concordano nel ritenere necessario ed urgente di perseguire i seguenti obiettivi:

  1. individuare un percorso operativo condiviso da attivare sul bacino idrografico del fiume Calore che porti alla stipula del Contratto di fiume / Accordo di programmazione negoziata per il raggiungimento di obiettivi di buona qualità ambientale;
  2. dare avvio e continuità, sull’intero territorio del bacino idrografico del fiume Calore, ad un percorso di condivisione e concertazione dedicato, che coinvolga tutti i soggetti interessati attraverso un ampio programma di partecipazione e informazione;
  3. definire un quadro ambientale e territoriale di riferimento perseguendo azioni che portino alla riduzione dell’inquinamento delle acque e alla salvaguardia dell’ambiente acquatico e degli ecosistemi ad esso connessi;
  4. mantenimento della biodiversità e potenziamento dell’esistente:
  5. uso sostenibile delle risorse idriche;
  6. riequilibrio del bilancio idrico;
  7. mantenimento del deflusso minimo vitale per consentire la salvaguardia dell’ecosistema fluviale e la continuità degli habitat;
  8. riqualificazione dei sistemi ambientali e paesistici afferenti ai corridoi fluviali;
  9. continuità territoriale ed ecologica tra ambienti naturali del corpo idrico;
  10. miglioramento della fruizione turistico/ambientale del fiume e delle aree perifluviali;
  11. incremento dello sviluppo sostenibile e dell’agricoltura ecocompatibile sulle sponde e nelle fasce più sensibili connesse al fiume;
  12. riqualificazione del sistema ambientale e paesistico e dei sistemi insediativi all’interno del territori del bacino;
  13. individuazione di eventuali politiche di perequazione territoriale da attivare a livello di pianificazione locale e/o sovralocale per il riequilibrio degli effetti ambientali, territoriali ed economici derivanti dalla trasformazioni programmate;
  14. condivisione degli obiettivi del piano di utilizzo dei sedimenti;
  15. condivisione delle informazioni e diffusione della cultura dell’acqua;
  16. coordinamento con gli interventi di riduzione e prevenzione del rischio idraulico.

Ancora si impegnano a porre in essere tutte le azioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissati utilizzando tutte le risorse disponibili sia umane che finanziarie a partire dal coinvolgere tutti i soggetti e/o portatori di interesse coinvolti nel bacino del fiume Calore.

Pertanto, come prima azione in tal senso parteciperanno al primo incontro, della cui organizzazione se ne faranno carico il CTFC e il Forum Ambientale dell’Appennino, in cui si formalizzerà la costituzione del soggetto attuatore a cui è demandato il compito di disegnare la strada da percorrere per la definizione e l’attuazione del “Contratto di fiume Calore”

Taurasi lì, 12 gennaio 2014

Causa
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