Appennino, scoperta la cura per la Sindrome Nimby: Sovranità alimentare ed energetica. Caposele (AV) 28 settembre

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111C’è uno spettro che si aggira sull’Appennino, dove le comunità sono più isolate e sparute, è il fantasma della sindrome NIMBY (Not in my backyard, non nel mio cortile), malattia alla quale non ci si riesce a sottrarre e i cui sintomi più evidenti – spesso dovuti a cause quali la mancata trasparenza, partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nelle scelte decisionali – sono proteste, denunce, lotte con effetti indesiderati e collaterali quali la perdita di fiducia nelle istituzioni, la rassegnazione e l’abbandono di terre e speranze.

La cura? Partecipare Domenica 28 settembre a Caposele (AV) all’incontro “Sovranità alimentare ed energetica per le are interne” promosso dal Forum Ambientale dell’Appennino. Domenica il FAA diventa operativo e chiede ai cittadini attivi, ai comitati, alle associazioni, di fare un passo avanti per i territori individuando criticità, sottoponendo proposte e valutando se aderire ai gruppi di lavoro e ai progetti elaborati. Il percorso è iniziato esattamente un anno e una settimana fa quando è nata la rete “Giù le mani dalla terra, dall’aria, dall’acqua” in cui oltre trenta realtà associative dell’Appennino meridionale nell’Abbazia del Goleto di S.Angelo dei Lombardi hanno testimoniato le sofferenze dei territori per la speculazione energetica in atto e presentato le loro proposte per una agricoltura e un turismo sostenibile. L’indignazione si è da subito trasformata in momenti di ascolto, analisi, riflessione e proposta attraverso incontri, workshop ed eventi di sensibilizzazione principalmente nei Monti Picentini e in Alta Irpinia, ma con continui scambi e confronti con altre realtà appenniniche. L’obiettivo di domenica è tramutare l’indignazione e la consapevolezza in azione, istituzionalizzando le esigenze e i bisogni attraverso un Centro studi, documentazione e ricerca che prosegua nel lavoro di analisi e ascolto delle istanze e proposte dal basso e che si costituirà solo se, nel rispetto delle individualità e autonomia delle singole posizioni, le istanze e proposte si trasformino da subito in progetti da portare avanti verificandone insieme la fattibilità in base alle adesioni ricevute. Solo lavorando con e non contro, si possono portare ai tavoli di discussione progetti convincenti e vincenti.

Il programma inizia alle 16.00 con la visita alla Sorgente Sanità e ai musei di Caposele, comune dal quale un fiume di oltre 4000 litri al secondo di acqua potabile parte dalle montagne dell’Irpinia, raccoglie altri 2000 litri da Cassano Irpino e arriva fino all’estremità della Puglia. Alle 17.00 si prosegue con la registrazione degli interventi, con la precedenza a chi finora si è prenotato on line – oltre  30 realtà associative e comitati tra Lucania, Vallo di diano e Cilento, Valle del Sele, Alta e Bassa Irpinia, Sannio, aree costiere – attraverso www.forumambientale.org/gruppi-di-lavoro. Alle 18.00 si aprono i lavori e verranno presentate mission e vision del FAA. A seguire lo Speakers’ Corner nel quale i cittadini iscritti a parlare potranno sinteticamente e liberamente presentare criticità e proposte. In chiusura saranno presentati i 5 progetti delle Associazioni e Comitati costitutivi del FAA: Salvaguardia e Tutela del Fiume Sele; Festa dell’Appennino per la sovranità alimentare ed energetica; I centri di pericolo nella Piana del Dragone, Biodistretto e Area MAB Unesco; Il Contratto di Fiume Calore; Bonifica montana dei Picentini e del Partenio. Tutti già consultabili, in maniera sintetica, su www.forumambientale.org/progetti/. Ogni progetto è standardizzabile e replicabile in tutto l’Appennino essendo le criticità simili e diffuse. Finalmente, per la prima volta cittadini, tecnici, comitati e associazioni potranno collaborare in tavoli tematici per la trattazione di argomenti specifici nel campo ambientale.

Il FAA è un esperimento di “ingegneria sociale”, non è antipolitica, non fa politica, ma biopolitica e, quindi, necessariamente, per un esito positivo, ha bisogno di una risposta istituzionale partendo dai Comuni e dagli Enti interessati ai 5 progetti che sono invitati ad ascoltare il territorio. Se c’è una linea comune e le adesioni ai progetti o alle proposte sono sufficienti per portarli avanti, si procederà alla lettura dello Statuto con la pre-adesione dei soci.  Giù le mani dalla terra, dall’acqua, dall’aria! Dimostriamolo! Impegnandoci e assumendo la responsabilità per i nostri territori.

INFO
info@forumambientale.org

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